APOKALUYIS-IWANNOU
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| " Io so quanto è difficile la vostra vita. Quando discendo dalle altezze della Gioia spirituale per entrare in contatto con le vibrazioni terrene, avverto io stesso i cambiamenti di coscienza nel mio intimo e sento la pressione delle pesanti, opprimenti vibrazioni ed i vostri pensieri sulla mia anima. |
| Quando venni sulla Terra duemila anni fa, la mia Missione era illuminare le menti degli uomini che avevano accolto e fatto propria una religione in parte pagana, in parte mistica. Gli uomini che se ne erano così imbevuti, erano arroganti e convinti di essere il popolo scelto di un Dio - Geova - in cui credevano ardentemente, ma che non esisteva. |
| I loro profeti parlavano della loro percezione mistica di una certa Coscienza spirituale trascendente. Usavano un linguaggio immaginifico per descrivere questo DIO. Creavano immagini mentali di grandezza e di magnificenza. E così producevano l’effetto desiderato di controllare la gente tramite la paura di rappresaglie da parte del Cielo, sotto forma di perdite personali, malattie, privazioni, pestilenze e disastri climatici. |
| Lo scopo a monte della mia vita, come Gesù, in Palestina, era di insegnare agli Ebrei che la loro percezione del proprio CREATORE era totalmente sbagliata. Ma la loro devozione fanatica alle loro preziose credenze religiose era impenetrabile e di conseguenza, invece di conseguire i miei fini sulla Terra, a causa di esse io fui crocifisso. |
| Non è possibile per me ritornare sulla Terra in alcuna forma, né come un bambino, che non potrebbe contenere le mie potenti vibrazioni, né come un Essere Celestiale. Le moltitudini non sarebbero in grado di vedermi. Proprio come ci sono delle cose che gli animali vedono e sentono, ma che sono invisibili all'occhio umano, così io rimarrei invisibile agli uomini che si trovano su una lunghezza d’onda terrena. |
| Di conseguenza, ho dovuto preparare la mente di un’anima evoluta, che ha assunto veste umana per portare il mio messaggio alla Terra. Coloro i quali sono abbastanza sviluppati spiritualmente per sentire – sentiranno. Coloro che ancora non sono pronti, non sentiranno e non saranno in grado di ricevere – in questo tempo attuale. Ma tutti gli uomini sono nel cammino ascendente, che alla fine condurrà ai più elevati regni Celesti. … |
Con un caloroso invito a cancellare dalla mente fin da ora ologrammi cattolici insensati come la fine del mondo (quale?), la fine dei tempi (quali?), il Giudizio universale con resurrezione della carne etc..
Sono tutte fandonie prive di senso; nel migliore dei casi nozioni adulterate. Tutti i ‘tempi’, come ciò che ha un inizio, hanno una fine; ma non è la fine di tutto!
Le sole risposte veritiere si trovano enunciate nelle 9 LETTERE, da parte di Chi le possiede. Detti tre punti concorrono alla comprensione di un quadro unico, sia per lo sviluppo che per l´esito, rispetto al quale ciascuno verrà posto in grado di scegliere in quale direzione muoversi e con quale campo energetico-vibratorio sintonizzarsi; e non si tratta solo di accendere la radio…
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Visione di Malachia
| (un clic per vedere la figura intera) | |
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Per quanto si possa dibattere sull´accuratezza dei motti impiegati, sarebbero più difficili da spiegare certe corrispondenze che non un´effettiva rivelazione, che non sarebbe la prima soprattutto in ambito mistico-religioso.
L´ipotesi più realistica resta, a mio avviso, quella di un´autentica premonizione insufflata dall´Alto, proprio per offrire un preciso ed attendibile excursus non tanto dell´arco di durata del papato, quanto della sua decadenza e del fatidico declino e fine; una relazione verosimilmente alterata e sostituita secondo lo stile e gli interessi di governo temporale, lasciando però intatte alcune voci non utilizzabili (o intoccabili, stante la finalità della visione).
Non occorrerà sperdersi in siffatte diatribe riguardo all´attuale contesto – chi lo desidera troverà ampia trattazione in rete – non foss´altro perché le descrizioni emblematiche degli ultimi papi corrispondono abbastanza bene da non concedere appigli scontati per rigettarle. Eventuali ritocchi, che possano aver interessato la storiografia dei secoli passati, non potevano inoltrarsi a ragion veduta fin´oltre il 2000. Quindi è doppiamente lecito riferirsi a quel che ci è pervenuto.
Chi amasse sbizzarrirsi nei 111 dettagli, ne troverà qua una certa documentazione (non senza qualche immancabile facezia e gioco di parole).
Gli è che la visione di Malachia registrò 112 papi, dei quali il papa attuale di nome Francesco è l'ultimo, cioè 112º. Non sorprende dunque il suo presentarsi dicendo
Il resoconto della visione recita esplicitamente:
“In prosecuzione extrema Santa Romana Ecclesia sedebit”.
La frase è situata, forse volutamente, tra ‘Gloria olivæ’ e ‘Petrus Romanus’; ed è terminata da un punto [.] ben distinguibile da una virgola. Potrebbe anche indicare il cardinale camerlengo, che ricoprì la Sede Vacante seguita all'abdicazione di Benedetto XVI il 28 febbraio 2013. Il suo nome è P
Altre ipotesi tendono ad inquadrare il sinonimo (Petrus [romano], l´ultimo dei papi così come il primo: Alfa ed Omega – o ancora rif. al nome originale [S.]Francesco di Pietro, patrono di Roma), ma non importa; se anche il dettaglio può apparire controverso, prevalgono le rispondenze di una visione articolata a tal punto, con un anticipo di nove secoli; e forse ciò che ancora non è palese lo diverrà presto.
Ciò che ho da dire infatti scavalca definitivamente ogni potenziale dibattito.
Prosecuzione estrema del papato comunque, e non persecuzione, come taluni hanno preferito interpretare nonostante il palese nonsenso;
tant´è che conclude la rassegna la parola Finis (e non ‘Amen’).
Un termine questo, a sua volta enfatizzato da molti, ma che ha motivo di riferirsi alla lista in sé stessa, nella specie alla "prosecutio" del papato; una dichiarazione esplicita (proprio perché inattesa secoli fa) che esso sarebbe giunto al suo capolinea con il 111° pontefice; per poi scoprire le carte all'ora dell'antiCristo.
il ritorno di Cristo«Quando i ministri del culto cristiano accetteranno senza riserve che IO, il CRISTO, sono davvero ritornato a parlare alle genti di tutto il mondo ‘come un lampo che colpisce da Est a Ovest’, e saranno pronti ad insegnare dai pulpiti il mio vero messaggioVero è che Egli intende riferirsi d´ufficio all´efficenza della rete Internet; ed il network si sa, agisce fulmineo da un estremo all´altro della terra; ma …
…»
È assai rilevante rispetto alle Scritture, che la suddetta decisione di un Papa – che si conta nella storia sulle dita di una mano – si manifesti al passo con il ritorno di Cristo, ovverosia alla sua seconda comparsa ufficiale sulla scena terrena, fatto già attestato dalle varie traduzioni delle Sue 9 LETTERE e che nessuno oserà smentire d´autorità; giacché di autorità è meglio non parlare! tutt´al più si potrà girare lo sguardo altrove… ed è quello che sta accadendo.
Ma c´è dell´altro non meno sorprendente, anzi, quella che se ne può definire l´inconfutabile matrice storica!!
Ben pochi sanno, fuori degli ambienti ‘interessati’ o tranne curiosità turistica, che proprio il nostro inventore Guglielmo Marconi avrebbe dovuto attivare l´illuminazione della statua del Redentore a Rio De Janeiro alla sua inaugurazione, pilotando i dispositivi con impulsi via radio, lanciati – guardacaso – proprio dal… Vaticano!
I riferimenti ai sacri versetti di Matteo 24-27 a tale annuncio di Gesù, si ripropongono in modo quasi ‘caleidoscopico’ nelle molteplici alterne (24 diverse!) traduzioni che ne sono state tratte, tutte egualmente impossibilitate ad una resa corretta degli originali, stante la palese improbabilità di un´interpretazione realistica del contesto futuro.
Non mi dilungo in dettagli – poiché ho curato questo paragrafo come postumo, ed è già ben documentato in un ‘moment’ presso @RitornaCristo, che ne riproduce la targa storica ed il comunicato al mondo dal Papa Giovanni Paolo II, visibili qua:
https://twitter.com/i/moments/801087382988722176.
Sono convinto che quei due segni inequivocabili abbiano rimarcato il Suo monito, e non occorra affatto legger fra le righe: a partire, ripeto, dalla punta più alta di tutto il Vaticano, proprio il gorno in cui il 111º dei papi si è ritirato: cosa pretendere di più?
Diciamo che per non lasciare nulla al caso, stimolerò i fedeli del caos con dedicati spunti di riflessione [: clic]
Ora, gradita o meno che sia, si è avviata l´ultima fase: quella – profetizza Malachia – delle tribolazioni, superate le quali la città dei 7 colli verrà distrutta ed il tremendo Giudizio avrà seguito:
In prosecutione extrema S.R.E. sedebit. Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus: quibus transactis civitas septicollis diruetur, et Iudex tremendus iudicabit populum suum. Finis.Cita “profezie3m”:
" Tale strapotere durerà soltanto tre anni e sei mesi, perché lo sperderà nel secondo avvento glorioso dal cielo il Figlio Unigenito di Dio, il nostro Signore e Salvatore, il vero Cristo che col soffio della sua bocca sopprimerà l’antiCristo ricacciandolo nel fuoco della geennaTre e ¼; è il numero di spire in cui è avvolto il serpente dell´energia vitale alla base della spina dorsale; gli esoteristi dovrebbero notarlo.
| Apocalisse, cap. 13 | |
| [1] | Poi vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci Diademi e sulle teste nomi blasfemi. |
|---|---|
| [5] | E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie. E le fu dato potere di agire per quarantadue mesi |
| [7] | Le fu pure dato di far guerra ai santi e di vincerli, di avere autorità sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione. |
| [11] | Poi vidi un'altra bestia, che saliva dalla terra, e aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone. |
| Anche a prescindere dai connotati storico-politici [7.], è la prima che ha un mandato di 42 mesi; ma è la 2º; quella che: | |
| [12] | … esercitava tutto il potere della prima bestia in sua presenza, … |
| [16] | Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi apporre un marchio sulla mano destra o sulla fronte. |
Alcune espressioni del testo contraddicono in modo patente gli enunciati di Cristo nelle LETTERE e, come tali, potrebbero essere state oggetto di rimaneggiamenti al pari dei Vangeli etc., secondo l´ottica tradizionale già affermata ed impenitente.
In parte, ciò spiegherebbe la necessità di affidare un successivo e più trasparente messaggio a S. Malachia, benché a sua volta non indenne da interferenze. Il suo traguardo più significativo infatti è l´Apocalisse, riferita alla fine del papato e alla tremenda resa di conti plurimillenari.
Per contro, eventi simbolici ivi descritti risultano piuttosto intraducibili in fatti, e comunque impraticabili le attribuzioni a dei tempi: ad occhi storici, anche solo ad un prima e un dopo; né si coglie motivo per cui l´altissima Fonte avrebbe voluto prodursi in messaggi di tale enigmaticità (cosa questa che poteva far gioco a Nostradamus, ma solo in conseguenza di un estremo travaglio personale nella sua permanenza in terra).
Di certo non per darne esclusiva ai ministri del culto, giacché ne sanno meno che mai, ed anzi si adoperano per ricondurre tutto il possibile alla propria te[rmin]ologia priva di contenuto. Più di un versetto si rivolge anzi ‘a chi ha la capacità di intendere’…
Tenuto conto di ciò, del resto, non avrebbe molto senso preoccuparsi di calcolare i giorni che separano il genere umano da una tale scadenza; conoscere i tempi con esattezza non potrebbe sostituire alcun impegno interiore, per assolvere il quale un anno può valere quanto un minuto o viceversa. L´avvertimento pervenuto e reiterato dovrebbe bastare a far scattare senza indugio le molle più cariche, per prepararsi utilizzando al massimo qualunque intervallo temporale (la cui percezione cambia di giorno in giorno, e non è uguale per tutti). Le molle arrugginite dovranno attendere un´altra scadenza.
Forse sarà dato di decifrare altre parti [affidabili] di tale rebus, prima che sia la storia a risponderci. (continuerò da questo punto, la cui riflessione è postuma; intervenuta allorché l´intero articolo era già pubblicato …);
ma intanto procediamo prendendo atto dei dati certi.

Il “secondo avvento glorioso dal cielo” è una descrizione facile da interpretare, pur nel vacuo rifiutare la realtà della reincarnazione. “il vero Cristo” esprime fin troppo bene senso e contenuto delle 9 LETTERE.
Quanto al “soffio della sua bocca”, può ben designare una forte, decisiva presenza verbale (leggi medianica o spirituale patente) in luogo di una persona in carne ed ossa, (come tale assai più limitata); presenza a lungo argomentata in mancanza di cognizioni reali sugli altri livelli di esistenza, ma non più possibile fisicamente, come chiarificato all´inizio del commentario e delle LETTERE stesse. Ciò nonostante, al Suo auspicabile avvento si preferisce non dare credito. I fulmini non bastano…
Eppure, come ho detto, per ciascuno di noi è solo questione di voler ascoltare oppure no. Il “Giudizio” è più che mai all´opera e nessuno dovrà rispondere di ciò che decidono gli altri, ma dovrà farlo per il proprio io; e sia chiaro che questo è un fatto scientifico energetico-vibrazionale, più preciso ed ineluttabile di un estratto conto di banca.
E non si illudano i ‘peccatori’: la Chiesa non ha facoltà di condannare, né tantomeno di concedere indulgenza ad alcun genere di colpa, con o senza pentimento, (che poi non è in grado di valutare).
“Ego te absolvo a peccatis tuis” è solo una frase fatta, basata appunto sull'Ego, che ti vende fin da bambino un´ideazione cattolica di peccato – che non esiste, Cristo non fa che ripeterlo – per poi farti credere di poterlo assolvere.
Il pentimento in quanto tale sì, può fare molto ma in verità; non certo grazie all´intercedere discrezionale di sacerdoti, ma fin dove equivale all´aver preso coscienza del proprio errore; laddove il venir assolto lascerebbe assopita la stessa coscienza.
Poiché questa è la finalità della Creazione: Prendere Coscienza; la fisica quantistica lo sta finalmente indicando. Ciò non può verificarsi che per gradi e secondo le leggi della Creazione stessa.
Come le scelte e le azioni di ogni giorno influiranno sui giorni a seguire – anche se non sempre le ricorderemo, o ne saremo consapevoli – parallelamente la semina di tutta una vita porterà seco le sue potenzialità, per manifestarle nelle incarnazioni a venire. Ciò che dai, riceverai; nel bene e nell´errore; poiché per quanto ovvio, tutto l´esistente si regge sull´equilibrio che richiama se stesso in modo intelligente.
Ne deriva che questa decantazione si ripeterà in modo ricorsivo, fino a quando non verranno più reiterati gli stessi errori, che ci hanno ristretti allo stato vibratorio attuale.
L´Amore del Creatore – se proprio vogliamo citarlo – consiste nell´averci consesso da sempre e per sempre questa possibilità, non nel perdonare i nostri ‘peccati’ uno per uno, il che evidentemente non avrebbe alcun senso.

Lo stesso vale per “la fine dei tempi”, di cui nessuno sa o comprende alcunché. Motti ed expertise come il solito e soprattutto in occasioni similari si sprecano, ma solo per aumentare la confusione; poiché la conoscenza sta a zero, molti improvvisano i loro pareri ad hoc, e non di rado alterano le fonti, pur di tirar acqua al proprio mulino.
Il che si applica vieppiù in materia di teologia, con tutti i suoi artefatti e le dottrine che ne conseguono, intellettualmente e pateticamente rimaneggiate, con la convinzione cattedratica di chi deve mantenere vivo a qualunque costo un sacerdozio fittizio, che ha quale unico caposaldo Colui che da preti è stato mandato sulla croce, e che delle chiese hanno sempre continuato a strumentalizzare, ripetendo e reinterpretando frasi fatte, ma senza mai imitarlo né conoscerlo (e che qui ed ora rinnegano in silenzio).
Questo è successo dal tempo degli apostoli al Gesù di Nazareth, e insiste verso Chi nella veste di Cristo è ritornato a spiegarcelo.
A chiare LETTERE!
Minore è la conoscenza, maggiore il vezzo di rendere tutto così complicato che solo gli addetti possano appropriarsene, per decifrarlo con il massimo sussiego, ed arricchirlo ad ogni occasione di sfarzose sfaccettature interpretative e dottrinarie.
Popolazioni aborigene percepiscono I
Il fatto è, e sempre sarà, che qualunque gerarchia istituita sul fronte umano, scompare come nebbia al sole al cospetto del Creatore, o di una vera coscienza di ESSO; che non può essere monopolizzata condannando gli iniziati a bruciare su una pira ardente.
Chi giudicasse queste come parole dure – o a piacer suo insensate – farà meglio ad interrogarsi a fondo sul perché di qualcosa di tanto drastico e drammatico come una “Fine dei Tempi”, per come è stata fin qua preavvisata, tale da investire la ‘meretrice’ e con lei quasi tutto il pianeta. Se trova risposta, si renderà conto che i miei sono motti ‘all´acqua di rose’, che cercano di inquadrare cosa abbia potuto mettere in cantiere per venti secoli un finale apocalittico. Cosa ha mai fatto la Chiesa per essere considerata ‘santa’? se avesse praticato il vero insegnamento di Gesù, sarebbe il ‘mondo’ giunto al punto di estremo degrado fatiscente in cui si trova oggi?
In realtà, ci si può solo augurare che questo clima abbia fine; anche se di ciò che seguirà, il Cristo ha avvertito:
Il Giudizio quindi, per quanto temibile, non sarà necessariamente connesso ad altra fine che non sia una transizione, sebbene verosimilmente accompagnata da cataclismi in ordine ad un passaggio epocale astrofisico; e sarà un giudizio connaturato ai campi di energia mentale e spirituale che la dotta ignoranza terrena si ostina, nel migliore dei casi, a generare alla cieca.
Senza Amore e con il sottofondo dell´egoismo costante, si semina solo danno… e se ne vedrà il raccolto, anche se la nostra scienza non è ancora in grado di spiegarlo!
Va considerato che la Natura sopporta fino a lasciarsi dimenticare, anche oltraggiare tacitamente; ma quando è l´ora della sveglia si ricompone con i suoi mezzi assoluti di distruzione e rinascita; come nel ciclo vitale di ogni individuo, ma in modo decisamente più spettacolare.
Per chi è intenzionato a riscattarsi, nelle sue 9 LETTERE Cristo annuncia [due] nuovi e benèfici millenni di rinnovamento a cui aspirare, non il collasso definitivo e totale; ma meritarli non sarà semplice, né illusorio come recarsi ogni tanto a votare.
Né si tratta di resurrezione della carne con vita eterna: mai sentito un paradosso più stupido! davvero ambireste perdurare in eterno con i vostri limiti individuali attuali? e che ognuno stazionerebbe al suo livello di sviluppo, indipendentemente da quello degli altri? se è così, meditate che come potreste essere discendenti dalle scimmie, potreste non essere affatto gli esseri più emancipati sul pianeta.Nemmeno il corpo astrale è eterno (quello con cui si viaggia nei sogni e in dimensioni fuori dal corpo), benché persista a lungo dopo l´abbandono del corpo materiale; solo la tua individualtà spirituale lo è.
La carne non è che merce deperibile, un veicolo di transito; per quanto possa essere mantenuta in vita e sperimentata in certi casi anche per secoli, serve solo ad evolvere, cioè a risanare i propri (talvolta gli altrui) errori e perfezionarsi; ma va da sé che chiunque confonda le due cose può fidarsi di qualsiasi promessa…
Che il cattolicesimo neghi la reincarnazione – come se questo cambiasse la realtà – e garantisca una resurrezione nella carne come premio per i buoni, e l´inferno eterno per i cattivi è una fiction fortemente suggestiva, poiché fa presa sulla coscienza spirituale a prescindere dal grado di avanzamento, ma che dovrebbe illuminare qualsiasi persona dotata di buon senso; specialmente coloro, e non sono pochi, che si trovano sul crinale: quale sarà il giudizio finale su di loro? inferno o paradiso all´infinito… per aver rubato un po' più o appena un po' meno in un supermercato?
L´Apocalisse di GiovanniNondimeno, questo nutrito articolo che ha solo funzione integrativa e di supporto non è un semplice post usa e getta, ma è destinato a far riflettere con attenzione nel tempo [che ci rimane], benché le potenziali obiezioni siano a zero.
È al passo con l´innata mia esigenza di rettificare alcune tra le più diffuse castronerie, dalla fine del mondo all´impiego deformante di lemmi o concetti che, riecheggiati, non fanno che alimentare la nebbia; ma come vedremo, a far in luce su ciò che suona falso, di pagine se ne riempiono.
Nel redigere questa introduzione per documentare i primi presupposti, scoprirò che il tema non è affatto privo di precedenti in fatto di numeri! Sei secoli fa una prima verità (per così dire) è stata prefigurata, nel modo che riporto e, tutto sommato, è la sola meritevole di attenzione.
Tuttavia è interessante osservare che, nonostante la diffusione ed il dibattito più o meno acceso e secolare imperniato sui versetti dela Rivelazione di Giovanni, la cui origine nessuno pone in dubbio, ed il ripetersi e riproporsi di argomenti di estrema criticità per il futuro dell´uomo; e nonostante l´evidenza sempre maggiore dell´appropinquarsi di esperienze evolutive dai tratti paurosi, nessuno di tali postulati ha raggiunto l´evidenza con una certa stabilità di opinioni. Cioé a dire che nulla è mutato nella visione quotidiana, come pure nelle peggiori abitudini dell´homo sapiens. Di conseguenza non sorprende che lo attendano le prove maggiori, quelle in grado di lasciare il segno !
Mi rifarò, per semplicità e in omaggio alle ricerche condotte da altri, ad alcuni brani di siti che hanno preceduto questo momento decisivo.
Quello che proporrò in rapida traduzione, introduce in modo piano l´idea d´insieme, e proprio per questo distribuito e riprodotto in modo cauto, quasi silente.
È tutto ciò che si è potuto dedurre, per provare a mala pena e in modo indefinito, ancorché valevole, quanto affermano le Scritture. In buona sostanza, quasi nessuna prova definitiva è stata possibile prima del maturare dei tempi.

| Queste informazioni hanno fatto il giro del mondo sin dalla Riforma protestante iniziata nel 1517. In realtà, probabilmente era già stato distribuito da molto prima.
Questo particolare libretto fu ottenuto dalla Whiteout Press nel 1993. Fu stampato e distribuito anonimamente con una piccola sezione per attivisti e credenti locali, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa… La credenza che il Papa della Chiesa cattolica sia l'antiCristo è vecchia quanto la stessa Bibbia. Teologicamente, è tutt´ora la convinzione di milioni di protestanti di tutto il mondo. Per la sua importanza storica, eccovi l'opuscolo effettivo da parte di coloro che credono che il Papa sia davvero l'antiCristo. |
“ Nel libro dell'Apocalisse, la formulazione di alcune scritture può confondere. Talvolta Giovanni pare ritrarre la Bestia come un singolo individuo, altre volte come un gigante mondiale corrotto e maligno, sistema economico, politico, sociale e religioso – il Nuovo Ordine Mondiale, altrimenti noto nei tempi antichi come 'La Grande Babilonia'.
Poiché la Chiesa cattolica è la religione più diffusa sulla Terra, è forse contraddittorio che sia in qualche modo legata a questo Nuovo Ordine Mondiale, o 'The Great Babylon'? Nell´Apocalisse 17:07 si dice che una donna, la meretrice o puttana, sarà trascinata alla Bestia.
È convinzione di molti che questa ‘meretrice o puttana’ sia un appellativo emblematico della Chiesa cattolica. Pertanto, affinché la profezia sia soddisfatta, la Chiesa cattolica si impegnerà per una posizione di vertice in questa trama e verrà usata per aiutare a guidare la gente sotto il dominio del Nuovo Ordine Mondiale e alla loro accettazione del 'marchio della bestia' satanico.
In Apocalisse 13:18, si legge riguardo a quel misterioso numero 666:
«Qua sta la sapienza.
Chi possiede intendimento
calcoli il numero della Bestia,
perché è il numero di un uomo, e
il numero è seicentosessantasei.»
Si noti l´affermazione che il numero 666 non è il 'marchio' effettivo di detto sistema mondiale bestiale. al contrario, esso è il 'numero di un uomo' in carne ed ossa! Chi è quest'uomo e come possiamo scoprirlo? Nel tredicesimo capitolo dell'Apocalisse nonché al settimo capitolo di Daniele, quest'uomo doveva venire dal piccolo corno (simbolico della religione) e sarebbe stato la voce primaria ed il potere che da essa deriva.
Se la Chiesa cattolica, la più diffusa religione nel mondo, è partecipe consenziente alla creazione del Nuovo Ordine Mondiale, ne deriva che sia il Papa, ovvero il capo della Chiesa, ad adempiere a questa profezia riguardo a chi è l'uomo. Ma questo lascia aperto l´interrogativo di come associarlo al numero 666.L'indizio è in Apocalisse 13:17.
Esso afferma che il numero deriva dal suo nome. Dopo qualche ricerca, troviamo che questo è stato sottolineato fin dal lontano 1612 in un libro intitolato 'Anticristo Romano' di Andreas Helwig. Egli spiega che il titolo del Papa, VICARIUS FILII DEI appare sulla tiara o la mitra papale e significa letteralmente 'Dio stesso incarnato' (in realtà starebbe a significare ‘Vicario del Figlio di Dio’ ndt ).A differenza degli Ebrei e Greci, i Romani non usavano tutte le lettere del loro alfabeto come numeri.
Erano usate solo sette lettere: M=1000,D=500, C=100, L=50, X=10, V[/U]=5 ed I=1.
Se le applichiamo al titolo del Papa - Vicarius Filii Dei - scopriamo il risultato seguente:'il Numero della Bestia' è ‘Il numero d´uomo’ – il Papa !
V = 5
I = 1
C = 100
A = 0
R = 0
I = 1
U = 5
S = 0F = 0
I = 1
L = 50
I = 1
I = 1D = 500
E = 0
I = 1Tot.112 Tot:53 Tot:501 i valori numerici di ogni lettera sommati × ogni parola: 112 +53 +501
= 666”Disclaimer:
Questo opuscolo è riprodotto solo per il suo valore storico.
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Analisi introduttiva ineccepibile, benché la Scrittura non affermi che “il numero deriva dal suo nome”, ma tutt´al più che dal nome lo si può dedurre. Semmai vale il contrario, cioè il nome è costruito su un´unica base numerica preesistente e non locale; ma poco importa: si tratta di una suggestione confusionale comprensibile, giacché induce a far sortire quel numero – reso suggestivo dai secoli e dagli incensi – da un nome già noto (che investe il processo inverso), senza minimamente sospettarne le radici sostanziali, che andremo a scoprire.
Una scritta in latino, scandita con le regole di quell´alfabeto; senonché allo stadio storico attuale, ovverosia l´unico prescritto, il linguaggio che conta è ben diverso, e lo vedremo senza lasciare dubbi.
Sarà comunque motivo di ammirato stupore, considerare come ogni epoca abbia teso ad avere un proprio riscontro imperativo e coerente a quanto annunciato in Apocalisse.
;
il che rende quantomeno improbabile che Iddio Padre avesse inteso sacrificare per questo – ed una tantum – il suo unico Figliuolo.
, forte nei secoli di concilî a sostegno
,
di un´impalcatura di coloriti neologismi teologici privi di fondamento; così pressanti le necessità dei dogmi, da trascinar lo Spirito nell´ignorante materia cerebrale, anziché il contrario, come se l´intellettualismo più cieco potesse assumerne il controllo, mentre in realtà se ne allontana, ma non senza aver accecato gli altri (non è certo così che Gesù di Nazareth educava i suoi seguaci – ma ecco a noi la natura epiteliale della Bestia).
Tanto che persino nell´intima ricerca individuale dell´Essere Supremo presso qualche santa individualità, ahimé per il tramite e filtro deformante di falsi dettati, ha finito con il risultarne distorta la lucida presa di coscienza del vero e della storia, come purtroppo si sta perpetuando (altri invece, per averci visto chiaro, sono stati bruciati vivi dall'inquisizione).
Basterà legere con attenzione e discernimento le LETTERE che CRISTO è ritornato a dettare di proposito, per meglio acquisire il valore ed il peso di queste affermazioni.
In ogni caso, per più o meno apprezzabile che sia la soluzione tratteggiata a quel versetto cardine [13:18], manca ancora la chiave di volta, l´ultima tessera di un mosaico composto da millenni nella Rivelazione e rievocato da moltiplicate fatiche, ispirazioni ed innumerevoli triboli; ma che attiene solo all´ultimo atto dell´opera, giunta oggi a conclusione; e sarò io a darla, chiudendo a mia volta sulla scena un cerchio tracciato tanto tempo fa.