Progetto Dozulé e frequenza della Bestia 666 nell´Apocalisse

il risvolto scientifico

La mia disamina espositiva non poteva tro­va­re maggiore conferma; e an­dreb­be di­vul­ga­ta quanto più pron­ta­men­te, almeno pres­so chi potrà valutarne le implicazioni e ri­flet­ter­le ad altri. Non mi aspetto che ac­ca­da; informo e mi basta. So bene quanto sia sem­pre stato più facile coinvolgere le per­so­ne con mi­sti­fi­ca­zio­ni e falsità, che aiutarle ad aprire gli oc­chi. Spero solo che troppa en­fa­si non dia adi­to al dubbio che si tratti di un espe­dien­te; è pura verità che scrivo in tempo reale.
Ad ogni modo, ciò che conta saranno i fatti a venire.
Non dimentichiamo che dal punto di vista della Fisica Vi­bra­zio­na­le, tut­ti i processi bio­lo­gi­ci di­pen­do­no dalle in­te­ra­zio­ni dei campi elet­tro­ma­gne­ti­ci e gra­vi­ta­zio­na­li. Tanto per intenderci, la sfera ter­re­stre è una cavità echeggiante al pari di una cassa armonica, tipica degli stru­men­ti mu­si­ca­li. Non a caso, il nostro pianeta can­ta una nota par­ti­co­la­re, denominata Fre­quen­za Schu­mann.
Nel 1952, essa è stata per­fet­ta­men­te cal­co­la­ta in 7,83 Hz, un in­fra­su­o­no che si situa all’ottava in­fe­rio­re della ca­pa­ci­tà u­di­ti­va del­l'uo­mo. Pensate che qual­sia­si at­ti­vi­tà u­ma­na or­ga­ni­ca e vitale (pen­sie­ro, bat­ti­to car­dia­co, sen­ti­men­to d’a­mo­re, im­ma­gi­na­zio­ne...) pul­sa in ri­so­nan­za con tale Suono Madre.
La nostra stessa salute di­pen­de dal­l'ac­cor­do con sif­fat­to tono. Ci viene in mente anche l’al­te­ra­zio­ne ar­ti­fi­cia­le, di cui è fatta oggetto tale Fre­quen­za della Terra, sempre a causa degli ap­pa­ra­ti mi­li­ta­ri e ser­vi­zi se­gre­ti amerikani. Per quale mo­ti­vo? Per impedirci di so­gna­re, di fan­ta­sti­ca­re, d’in­ven­ta­re e di stare in pa­ce con noi stessi e con gli altri.
Tutti motivi che fanno capo ad uno unico: il peren­torio do­mi­nio in­con­tra­sta­to sulle con­di­zio­ni di vitalità e di sus­si­sten­za spirituale e di conseguenza fisiologca dell´intera raz­za umana.

E sennò, perché disseminarle in questo mo­do? invece di al­tret­tan­te opere di bene? che a Dio interessino di più le croci? o non sarà il nostro  territorio che conta di più, an­che se questo non ha a che fare esattamente con l´Amore… Spero divenga chiaro per tut­ti i fedeli.

Possibili approfondimenti in corso sono ri­fe­ri­bi­li agli articoli e documenti offerti dal sito: sedonanomalies, mentre sotto il titolo LIFE IS FREQUENCY un curioso pac­chet­to offre di spe­ri­men­ta­re i prima persona la fre­quen­za di 45 Hertz, la più alta delle 7 risonanze definite Schu­mann, che neanche a farlo ap­po­sta è 100 volte lo scarto di 0.45 tra 7,38 e 7,83 (lo stesso rapporto scalare tra le croci distribuite e la croce finale).
Tale scartamento, quale bassissima fre­quen­za ri­sul­tan­te dall´in­ter­fe­ren­za tra le due, potrebbe assumere im­pli­ca­zio­ni ar­mo­ni­che finalizzate a generare una di­sto­nia per­ma­nen­te o po­la­riz­zante nel si­ste­ma ar­mo­ni­co globale, nel quale si in­te­gra con tutta evi­den­za; o sem­pli­ce­mente rien­tra­re nella nor­ma­le escur­sio­ne gior­na­lie­ra già spe­ri­men­tal­men­te ­re­gi­stra­ta di ±0,5; ul­te­rio­ri ri­cer­che mirate po­treb­be­ro ap­pu­rarlo.
Quel che è certo, si par­la di effetti psi­co­fi­sici connessi, e non solo di quelli.
Quando i raggi del sole ri­su­o­na­no con la io­no­sfe­ra della Terra, [que­sta frequenza] squil­la in modo mol­to simile a un cam­pa­nel­lo. 45 Hertz è la più alta fre­quen­za ri­le­va­ta du­ran­te que­sto fe­no­meno.
Si tratta di una frequenza in­te­res­san­te in quan­to consente sia un ap­proc­cio di pro­por­zio­ni co­smi­che [di per sé] piut­to­sto raro, che di aprir la co­scien­za alla vastità del­le in­te­ra­zio­ni quo­ti­dia­ne tra la Terra e il Sole. Stante la sua re­la­zio­ne con una fe­no­me­no­lo­gia di tale por­ta­ta, questa fre­quen­za è u­ti­liz­za­ta so­ven­te per aiu­ta­re gli ascol­ta­to­ri a conseguire un senso di pro­spet­ti­va cosmica.”
Che tutto ciò sia effettivamente pra­ti­ca­bi­le con effetti ap­prez­zabi­li, più che non un sem­pli­ce gadget introduttivo, le pri­me nozioni associate ai dati in esame so­no destinate sen­za ri­ser­ve ad in­di­vi­dua­re precise re­la­zio­ni tra mente-co­scien­za-am­bien­te pla­ne­ta­rio, nonché all´equilibrio fun­zio­na­le fi­sio­lo­gi­co; ed è ciò che in tut­to il contesto rileva. Non è una novità che gli in­te­res­si di mer­ca­to siano svelti a so­pra­van­za­re la stessa scien­za; ma quella che in­te­res­sa que­st´am­bi­to è la di­re­zio­ne a cui pun­ta­no, datosi che d´im­prov­vi­so fa la sua com­par­sa chi di­mo­stra di saperla molto più lunga e da chissà quanto tempo.

Da una dettagliata indagine di Brian David Andersen riporto:

La frequenza di un'onda elet­tro­ma­gne­ti­ca non è pre­ci­sa e fluttua leggermente … … al di sopra e al di sotto della me­dia di Hertz 7.5. La maggior parte degli scienziati ri­le­va­no la Ri­so­nan­za di Schumann a 7,83, ma il lieve aumento al di so­pra del 7,5 … è dovuta a ful­mi­ni, tor­na­do e uragani che stres­sano  l'area tra la su­per­fi­cie terrestre e la ionosfera.
L'ampiezza di una frequenza in un elemento chi­mi­co può venire al­te­ra­ta da tem­pe­ra­tu­ra e pres­sio­ne.
Mediante spre­mi­tu­ra, cot­tu­ra o con­ge­la­men­to del­l´e­le­men­to chi­mi­co di si­li­cio, l´am­piez­za delle fre­quen­ze fon­da­men­ta­li di ri­so­nan­za e le re­la­ti­ve fre­quen­ze ar­mo­ni­che del­la mo­le­co­la ver­rà ra­di­cal­men­te al­te­ra­ta. La va­ria­zio­ne d´am­piez­za provocata dal flut­tua­re di tem­pe­ra­tu­ra e pres­sio­ne potrà ma­ni­fe­starsi con una fran­tu­ma­zio­ne del silicone, fu­sio­ne o so­prag­giun­ta fra­gi­lità.
Condizioni meteorologiche di alta e bassa pres­sio­ne, tem­pe­ste nel de­ser­to e bufere di neve pro­ba­bil­mente alterano l'am­piez­za del pia­ne­ta spo­stan­do leg­ger­men­te la fre­quen­za fon­da­men­ta­le di ri­so­nan­za e le relative frequenze ar­mo­niche …
Queste ed altre considerazioni au­to­riz­ze­reb­be­ro a sup­por­re che la fre­quen­za di 7,38 fosse originariamente quel­la si­gni­fi­ca­tiva per la Terra, alterata nel tempo e con il pro­gres­si­vo in­qui­na­men­to dell´atmosfera e io­no­sfe­ra ad opera del­l´in­ca­u­to in­ce­de­re ‘scien­ti­fi­co’; in tal ca­so il suo effetto po­treb­be ri­pri­sti­na­re un an­da­men­to fre­quenziale su­pe­ra­to, su­ben­tran­do ed ap­pro­prian­dosi la strut­tu­ra generante (che si serve del si­ste­ma croci) dell´or­che­stra­zio­ne di una nuova era artificiale, che man­terrà in tal modo ancorata al livello più basso della ca­den­za 6-6-6. Dal do­cu­men­to men­zio­na­to rie­mer­ge anche l´im­por­tan­za del nu­me­ro 18 (cfr. Anatomia del nome-numero 666); ma non vorrei ap­pe­san­ti­re; mi limito a sottolineare che 738 e 783 as­som­mano ovviamente va­lo­re 18, ma solo 738 di­vi­so per 6 dà un numero in­te­ro con la par­ti­co­la­re attinenza; ed è più vicino al valore 7.5 di quanto lo sia 7.83.

Aggiungo, senza inglobarlo, un video che documenta fin dalle prime battute ri­fe­ri­men­ti tra i più introduttivi al nostro assunto.
È un po' lungo ma, se vi paiono in­te­res­san­ti alcune in­for­ma­zio­ni iniziali:

“Negli anni 60-70, studiando l´ef­fet­to delle onde ELF sulla psiche umana, il dr. …”
non perdetevi neppure quelle finali, po­i­ché sono strettamente attinenti al nostro con­testo.
In particolare, riguardo alle frequenze di 6.6 Hz (e perché non 6,66?) che causano depressione, e 7,38 Hz. por­tan­te  di be­nes­se­re etc., vorrei far no­ta­re che non mi sem­bra nemmeno il caso di chiamare sco­per­ta, se non l´at­tri­bu­zio­ne specifica di de­ter­mi­na­ti sin­to­mi di pensiero e com­por­ta­men­to a cia­scu­na; giacché appare ovvio persino al buon senso che ogni stato d´essere e non solo d´animo, ogni espressione e ma­ni­fe­sta­zio­ne in questa ed altre di­men­sio­ni sia stret­ta­men­te connessa a de­ter­mi­na­te fre­quen­ze vibratorie, re­la­ti­vi stati armonici e fattori di risonanza.

Quanto alla presente affabulazione, non è che un´ipotesi, ma di certo queste mi­su­re pre-­or­di­na­te non nascono dal nul­la, né dal­l´estro di una o due veg­gen­ti: chi le ha det­ta­te smuovendo la par­te­ci­pa­zio­ne di mezzo mondo sa già di cosa si tratta e dove vuole arrivare.
Siamo noi a non saperlo.

"In armonia con quanto si legge in Apocalisse 17 della meretrice 'sedente sopra molte acque' che 'son popoli e moltitudini e nazioni e lingue' Apocalisse 17:15, il mare dal quale Giovanni vede salire la bestia ha da intendersi anche qui come simbolo delle moltitudini umane spinte come le onde, or qua or là, dai venti che le dominano. Bastan poche intelligenze, poche volontà risolute, spesso anche una sola, per trascinare le masse umane, imporsi a loro e farsi acclamare ed ubbidire"
laparola.net - Apocalisse13

Una interpretazione che può risultare si­gni­fi­ca­tiva: ‘le onde’, co­me pure ‘I venti che le dominano’ possono indicare a maggior ra­gio­ne [onde] di frequenze, e questo brano a cui rimando per la migliore con­sul­ta­zio­ne dei testi, ri­pren­de bene certe pre­messe.

Vogliamo tentarlo un collegamento?


Ancora a proposito dell´A­po­ca­lis­se [§:13.1]: vidi salire dal mare una bestia che a­ve­va dieci corna e sette teste… un in­te­res­san­te resoconto di ricerca scien­ti­fi­ca di Ben­ja­min Lonetree spiega che le fre­quen­ze di ri­so­nan­za pla­ne­ta­ria che po­po­la­no lo spa­zio tra superfice ter­re­stre e io­no­sfe­ra sono sette, ben di­stinte ed articolate tra lo­ro; tan­to da essere poste in re­la­zio­ne ma­te­ma­ti­ca con le vibrazioni dei chakra (i centri energetici sottili e ba­si­la­ri) del corpo umano.


Ora, la sagoma della croce assomiglia in effetti assai più ad una spada che ad una normale croce, e la serie di cor­ri­spon­den­ze si dilata, aprendo un nuovo paragrafo d´in­chie­sta… Da un lato le molteplici e non sem­pre dotte  traduzioni, possono sod­di­sfa­re una rap­pre­sen­ta­zio­ne già al­l´e­po­ca ben poco com­pren­si­bi­le. A parte ad es: il “fare un'immagine alla be­stia”, che in italiano cor­ret­to non vuol dire gran che; lo stesso uso dell´im­per­fet­to “che aveva ricevuto la ferita” è un arbitrario adat­ta­men­to di co­mo­do, per rendere sin­tat­ti­camente un´in­ter­pre­ta­zio­ne sinottica ed ap­pa­ri­scen­te, di poi im­po­sta con au­to­re­vo­lez­za. Senza con­si­de­ra­re che una be­stia con 7 teste e 10 corna è quan­to meno inusuale, e dun­que ri­chie­de tut­­t´al­­tro genere di approccio in­ter­pre­ta­ti­vo. Occorre ri­pren­de­re la sequenza al­l´i­ni­zio del Cap. 13 (che tra­du­co alla let­te­ra dal latino):

  • [1] E vidi una bestia salire dal mare, che aveva dieci corna e set­te teste…
  • [2] La bestia che io vidi era si­mi­le a un leopardo, i suoi pie­di erano co­me d'orso e la sua bocca come bocca di le­o­ne. Il drago le conferì la sua po­ten­zia­li­tà, il suo trono e grande potestà.
[verosimilmente attributi geo-politici, che allo stato at­tua­le sor­vo­lo] Del mare ab­bia­mo già detto. Le dieci corna per ora re­sta­no un enigma, ma se le sette teste trovano cor­ri­spon­den­za, allora anche la spada; In tal caso, “ferita” po­treb­be star ad indicare una forte scos­sa, un im­pul­so di avvio, che scatta al con­fic­ca­re la gran­de croce nel suolo; ca­pa­ce di sov­ver­ti­re un ordine vitale (la prima Ri­so­nan­za Schumann 7,83 di 7) ma che ver­rà ripristinato con l´aver “ripreso vita” (come alcuni prediligono, più che ‘tornata in vita’ - in ogni caso l´effetto di habetè “ et vixit”).
  • [3] E una delle sue teste come col­pi­ta a morte, e la plaga del­la sua mor­te viene guarita. E ne è am­mi­ra­ta tutta la terra al seguito della bestia;
Et unum de capitibus suis quasi occisum in mortem, et plaga mortis eius curata est. Et admirata est universa terra post bestiam,
una versione “ufficiale”
Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita. Allora la terra intera presa d`ammirazione, andò dietro alla bestia
Si noti subito che il testo riferisce come uno stupore os­se­quio­so della Terra *[cfr. sotto], non di genti o di popoli; ma la cosa più i­na­spet­ta­ta è che plaga si­gni­fi­ca sia ferita che area, zona, esten­sio­ne. È una visio­ne che collima a me­ra­vi­glia con l´e­nun­cia­to pri­mo: "Quando que­sta Croce sarà in­nal­za­ta da terra, Io attirerò tutto a Me".
Non innalzata, ma conficcata, proprio come una spada, La por­zio­ne visibile [nelle foto] in­fat­ti non corrisponde mai alla di­men­sio­ne totale, ma solo e pro­ba­bil­mente a 4/6 di al­tezza.

Potrebbe essere considerata tesi molto e­stro­sa, se non fosse che una mon­ta­tu­ra di falsità e di bugie ha già mo­bi­li­ta­to decine di migliaia di persone nel mondo su delle basi cognitive che, an­cor­ché inac­ces­si­bili ai più, non si fermano af­fat­to al mero sim­bo­li­smo; se non per il fatto che con tutta probabilità, la stragrande parte della gente non se ne accorgerà neppure, come oggi non si rende conto delle ELF che la stanno già ma­ni­po­lando, da svegli e nel sonno. Tanto da con­sen­ti­re all'Essere promotore di tutto que­sto di darsene vanto a 360°!
Potrebbe emer­ge­re sì e no in seguito, in un tempo da ve­ri­fi­ca­re, se non il pre­sen­te, il trait d´union tra le due compagini, Dozulé-Vaticano, dai ver­set­ti riferiti alla seconda bestia:

  • [14] Et seducit habitantes ter­ram propter signa, quae data sunt illi facere in con­spec­tu bestiae, dicens ha­bi­tantibus in terra, ut faciant ima­gi­nem be­sti­ae, quae habet pla­gam gla­dii et vixit.
  • [15] Et datum est illi, ut daret spi­ri­tum ima­gi­ni bestiae, ut et lo­qua­tur imago be­stiae; et fa­ciat, ut qui­cum­que non ado­ra­ve­rint ima­­gi­nem be­stiae, oc­ci­dantur.
  • [14] E seduce gli abitanti della terra … dicendo … di fare una immagine della bestia…
con la dispensa della Chiesa Cattolica alla con­sa­cra­zio­ne delle croci-antenne.
Se si accetta di non forzare nulla, ma solo di cercare una ver­sio­ne più ve­ro­si­mi­le, i­po­tiz­zan­do per un attimo:
  • [14] ammaestrando coloro che abi­ta­no in terra a edi­fi­ca­re un si­mu­la­cro della bestia che, ri­ce­vu­to il colpo
(l´im­pul­so? le versioni in Greco e in Inglese sono varie; ad es:“who was wounded by the sword, and came to life” Bible in Basic Englishlett. significa “che avea subìto un colpo dal­la spada ed era venuta alla vita”)
 dal­la spada aveva preso a vivere
non diviene tutto assai più coerente e con­so­no agli enun­cia­ti? La dizione latina "ha­bi­tan­tibus in terra" non si limita a de­fi­ni­re gli umani, ma piuttosto fa di­stin­zio­ne tra gli in­di­vi­dui ter­re­stri da un es­se­re che, co­me già rilevato, terreno non è. Tanto più che:
[15] E le fu concesso di dare uno spi­ri­to al­l'im­ma­gi­ne del­la bestia, af­fin­ché l'immagine della bestia par­las­se e fa­ces­se si che tutti co­lo­ro che non ado­ravano l'im­ma­gi­ne del­la be­stia ve­nis­se­ro uccisi.
Si trova anche: “E le fu concesso di dare uno spirito al­l'im­ma­gi­ne del­la bestia, af­fin­ché l'immagine del­la be­stia par­las­se, e di far sì che tutti coloro che non a­do­ravano l'im­ma­gi­ne del­la be­stia fos­se­ro uc­cisi.”
In questo caso ad es: il soggetto di “di far si che”  rimane quello iniziale del periodo cioè la [prima] bestia, con im­pli­ca­zio­ne ben di­ver­sa… Valga a di­mo­stra­re che in luogo della sa­cra­li­tà vi è tanta i­ne­vi­ta­bi­le im­prov­vi­sa­zio­ne, ove si danno per scon­ta­te delle fi­gu­ra­zio­ni al limite dell´in­ven­ti­va, per poi a­dat­tar­vi il linguaggio. Si legge ad es: seduce gli abi­tan­ti della terra, di­cen­do loro di erigere una statua alla bestia, che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta. [15] Le fu anche concesso di ani­ma­re la statua della bestia, in modo che / sicché quella statua perfino par­las­se e potesse far met­te­re a morte … L´aggiunta di “perfino” si direbbe un modo di au­to­con­vincersi di qual­co­sa… di per sé as­sur­do. Il compiacimento let­te­ra­rio è pla­u­si­bi­le, ma trat­tan­do­si di scritture ri­te­nu­te sacre - e tanto più criptiche - ogni locuzione assume una va­len­za spe­ci­fi­ca, avallando nel tempo un quadro vieppiù per­so­na­liz­za­to  e perciò sfo­ca­to e poco at­ten­di­bi­le. Il fatto stesso che si pro­pon­ga una Bibbia Nuova-Riveduta dopo 2000 anni …

Tutto quanto esemplificato en passant per mettere a fuoco l´idea, si applica anche alla lingua latina e quella greca - di cui vediamo rispettivamente 10 e 5 versioni, le cui va­rian­ti ed i cui criteri di in­ter­pre­ta­zio­ne e con­se­guen­te ste­su­ra sono rimasti co­mun­que affidati e cir­co­scrit­ti ad una visione lo­ca­le, non solo di dubbia i­spi­ra­zio­ne, ma sem­pre sot­to­po­ste al volere ortodosso.
La mia impressione frustrante è che man­can­do un riferimento essenziale stret­ta­men­te con­nes­so ai fatti, qual­si­vo­glia fi­gu­ra­zio­ne ne sia uscita distorta e non comprensibile. Non potendo inol­trarmi fino al testo o­ri­gi­na­le, il caso RFID è il solo fattore fo­ca­liz­za­to con suf­fi­cen­te nitidezza; ma forse proprio per la sua pra­ti­ci­tà  assume un´in­giu­sti­fi­ca­ta prio­ri­tà, se non una certa esclusiva sullo scenario atteso. Infatti questa pagina bat­te una pista che, anche senza i sim­bo­lismi del­la Rivelazione, ha tutta la va­len­za di una minaccia epocale.

Appuro infine che l´etimo italiano ‘plaga’ at­tin­ge il suo si­gni­fi­ca­to attuale (che non è di ferita) dalla derivazione la­ti­na, che non è solo di ‘ferita’ o piaga, ma dal greco evoca il senso di ‘colpo’, (la no­stra scossa iniziale).
Si veda ad es. il Dizionario Devoto-Oli della lingua Italiana:
plaga
-gram-sostantivo femminile (plurale -ghe; poet. arcaico -ge), lett.
-testo-
 
Ampio tratto di terra o di cielo (non localizzato né cir­co­scrit­to): si recò in altre plaghe.
-etim- Dal latino plaga `piano, regione, superficie'.
-etim-Latino plaga `percossa', poi `ferita', da una radice onomat. attestata anche in plangere `piangere' e nel greco plegé `colpo'.
(c)1990, Casa Ed. Felice Le Monnier S.p.A., Firenze
mentre presso altri riconduce al concetto di:
[plà-ga]1 lett. Regione, zona, tratto di terra: una vasta p. desertica
(Dante)|| ant., estens. Parte di cielo: quindici stelle che in diverse plage / lo cielo avvivan 2 ant. Spiaggia
Repubblica.it: Dizionari
Insomma, la voce ‘plaga’ non sarebbe di­sgiun­ta in Italiano da concetti affini a quelli che ritroviamo nello stesso Latino, non solo riguardanti i cieli, ma ancora più vicino al caso in esame:
“I) come corpo, rete, laccio, usato per la caccia, per prendere cinghiali ed altre fiere, tendere plagas, Cic: in plagam (plagas) cadere, Ov.: ”
e ancora: “ tertius motus oritur extra pondus et plagam, ”

Tutti concetti che rivelano una radice in co­mu­ne con il no­stro assunto; anche se il concetto di rete dell´epoca era assai più ri­stret­to, lo stesso termine verrà adot­ta­to per le comunicazioni e de­ter­mi­na­ti fenomeni on­du­latòri.

Superata allora la lunga ondata di tra­du­zio­ni inadeguate, che si copiano l´un l´al­tra, ho raggiunto i dizionari di un tempo in cui appare chiaro un uso di “plaga” che, stra­na­men­te, pare scom­par­so dopo le tra­du­zio­ni bibliche odier­ne che citano solo ‘ferita’. Ne ri­pro­pon­go alcuni fram­men­ti grafici con le voci evi­den­zia­te, ed i pdf di google, pres­so i quali si può ripetere la ricerca.

Si può notare un impiego diffuso del lem­ma, al contrario di quel che appare oggi, re­la­ti­va­mente a collocazioni ter­re­stri, ce­le­sti e persino meteorologiche:
(un clic per allargare/ridurre su smartphone)

Potremo cautamente accostare “quae ha­bet plagam gla­dii et vixit” al con­cet­to - se ora ha un senso -: “che ha (o pos­sie­de o detiene) l´area (o squar­cio o l´e­sten­sio­ne, o an­che il cam­po di fre­quen­za) della spa­da ed ha pre­so vita”?
Conoscendo la reale finalità strumentale di quella cro­ce me­tal­li­ca bianco-azzurra di 738 metri rivestita di po­li­car­bo­na­to, avreste pre­fe­ri­to enunciarla [a Gio­van­ni] come croce o co­me spada?

Come minimo è un´ipotesi che verrà tac­cia­ta di forzatura!
ma se si dà per valido anche il destino bi­mil­le­na­rio del ver­set­to [14], beh, oggi le spade non si usano più… e allora perché pre­sa­gi­re un evento di tal fatta, la cui potenzialità irreale non poteva interessare l´epopea odierna, che le spa­de le vede al cinema? Né il versetto illustra più di tanto, pur usando termini ben precisi, ma anzi mette d'accordo strani tempi nel declinare i verbi: “ha la ferita di spada e visse”.
Le due proposizioni: “ut faciant ima­gi­nem bestiae / quae habet plagam gladii et vixit.” potrebbero comportare un´in­ter­di­pen­den­za, una consequenzialità im­pli­ci­ta, non ro­ve­scia­ta ed emo­zio­na­le ma tecnica; è invece riportata qua e là sen­za trop­po sof­fer­mar­si, come se l´i­gno­ran­te del lin­guag­gio fosse sta­to Gio­van­ni; e dun­que sen­za mai ren­der­la nel suo senso criptato, per ragioni com­pren­sibili.
Me era ingenuo l´‘autore’ o è ingenuo lo spet­ta­to­re che non sa e non capisce? la Ri­ve­lazione non è un racconto a fu­metti!
Viene già enfatizzata [3]l´ammirazione del­l´u­ni­ver­sa ter­ra e ri­preso al [12] Et facit terram et inhabitantes in ea a­do­ra­re bestiam primam,si noti la rinnovata [*] di­stin­zio­ne: “fa sì che la terra e co­lo­ro che la abi­ta­no ado­ri­no la prima be­stia la cui pia­ga mortale è sta­ta cu­ra­ta.; che ruolo specifico riveste ‘la Ter­ra’ in que­sto scenario? se non si innesta un nesso profondo e causale tra le due cose, perché allora di nuovo al [14]quae ha­bet pla­gam gla­dii …”? mancando di altra spie­ga­zio­ne si è quasi co­stret­ti a tra­dur­re “che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta”(perciò me­ri­ta­va una statua); tuttavia uno sce­na­rio che si li­mi­tas­se ad una siffatta rap­pre­sen­ta­zio­ne non var­reb­be più di una pro­ces­sio­ne, né giu­sti­fi­cherebbe tratti apo­ca­lit­ti­ci o rivelatòri.
Inoltre “quae habet plagam gladii et vi­xit”non dice pro­pria­men­te que­sto; il che non esclude che sia stata sem­pli­ce­mente mal tradotta fin dal­l´inizio.
Per quanti siano i passaggi dalla primit­iva scrit­tu­ra, è ovvio che si ag­giun­gano nuovi filtri e non certo delle de­lu­ci­da­zio­ni, per di più trattando cose e fatti riferiti a co­gni­zio­ni tec­no­lo­gi­che a venire, per­ché è palese che di questo si tratti. Comunque la si voglia interpretare, pa­re proprio che una chiave de­ter­mi­nan­te con­si­sta in questo evento del colpo di spada, seguìto dal vivere, sul quale si articolano tre passi in­di­pen­den­ti che me­ri­ta­no ancora un po' di attenzione:

  • nel [3]non è dato il minimo cenno di co­sa abbia ca­u­sa­to la quasi uccisione [di una delle teste! dunque?]; “de ca­pi­ti­bus suis quasi occisum in mor­tem”.
  • Nel [12]si ripete lo stesso, riferendo pe­rò la ferita di morte alla prima be­stia e non ad una sua testa, senza alcun cenno al 'gladium',
  • che viene dichiarato solo al [14]; si ac­qui­si­sce l´idea e ri­leg­gen­do non ci si fa più caso; ma po­treb­be essere un det­ta­glio importante. Come mai salta fuori solo ora, in­sie­me al “fa­ciant i­ma­gi­nem”? e se vi fu chi ma­neg­gian­do una spada col­pi­va a morte una delle sette teste, perché non compare mai?
Non conosco il Greco né potrei spin­germi oltre, ma se qual­cu­no è in grado di farlo è invitato ad esprimersi, qua­le che sia il suo parere e purché sia in­ten­zio­na­to a vederci chiaro; polemizzare o sfogare le proprie ri­mo­stran­ze non servirebbe e questo non è un blog. Troverà qua gli originali delle 5 versioni dal greco: Stephens 1550 Textus Receptus - Scrivener 1894 Textus Re­cep­tus - Byzantine Majority - Alexandrian - Hort and West­cott, che ap­pro­da­no a 9 in­ter­pre­ta­zio­ni ac­cre­di­ta­te in lin­gua Inglese.

Non che per me sia tutto scontato, be­nin­te­so; mi sforzo di far luce in pre­sen­za di eventi imperniati su autentiche falsità di alto ran­go, pre­an­nun­ciate, che esi­go­no di ac­cen­de­re e puntare tutti i ri­flettori, anche se fosse fuori campo. O, con quel che sto ve­den­do, dovrei tacere per sempre?

Ancora una volta - dopo aver sviscerato il tema RFID quanto basta - si do­vrà pren­de­re atto di un avversario di por­ta­ta glo­ba­le, ca­pa­ce appunto di infierire sulle sorti dell´in­te­ro ge­ne­re u­ma­no, e di farlo pro­prio tra­mi­te il suo consenso massivo, come le Scrit­tu­re ribadiscono.
Chi gestisce le an­ten­ne HAARP - il massimo pericolo oggi in­com­ben­te - non lo a­vrà mai, né lo cer­che­rà: un or­ga­ni­smo mi­li­ta­re non sen­te bi­so­gno di con­sen­so, né fa in­cet­ta di ani­me; ma chi se n´è nutrito per secoli e se­co­li il mon­do in mano lo ha già a­vu­to e cercherà di man­te­ner­lo fino all´ultimo mi­nu­to dell´imminente resa dei conti.
Questi sono parametri che dovrà te­ne­re in primo piano chi ha il co­rag­gio di voler com­pren­de­re per tempo cosa bolle in pentola.

Di qualunque cosa si tratti…

Se tanto ci dà tanto, si accenna ad una nu­o­va, ine­splo­rata po­ten­za attivata in qual­che modo, non certo al giudizio di­vi­no di cui si fa scudo.
Un campo elettromagnetico di tale na­tu­ra e portata da com­pro­met­te­re la stes­sa so­prav­vi­ven­za di chi non si accorda [leg­gi: come uno strumento]! sembrerà in­ve­ro­si­mi­le., ma “vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio…”;  e non di­men­ti­chiamo che una vasta ed in­con­trol­lata operazione è in corso.

Pur non confrontandola agli edifici molto più alti, qua c'è una panoramica dei 7 mo­nu­men­ti più alti sul pianeta, ed il più im­po­nen­te non supera i 153 metri; tanto per farsi un´idea.

Tutto sommato, se la mia analisi è fon­da­ta, bisognerà pur ri­co­no­sce­re che l´idea di ri­tor­na­re a vivere a seguito, se non gra­zie ad un ‘colpo di spada’ è piut­to­sto difficile da in­ter­pre­ta­re nonché da esprimere, ed ancor più improbabile sa­rà ren­der­la pla­u­si­bi­le e credibile. Riu­sci­te a fi­gu­rarvi una cro­ce-mo­nu­men­to tal­men­te ma­sto­dontica da su­pe­ra­re il dop­pio della Tour Eiffel (mt. 324)? ed il suo pur presunto effetto, se de­bi­ta­men­te at­ti­va­to, diciamo come un dia­pa­son ed ali­men­ta­to da ogni an­go­lo del globo, una volta con­ficcata più o meno per trecento metri nel­la crosta terrestre ? potrebbe ar­ri­va­re a sta­bi­li­re una nuova fase on­du­latòria della ri­so­nan­za pla­ne­ta­ria, così come a suo tempo la Grande Pi­ra­mi­de, co­stru­i­ta sul meridiano che divide in due metà la su­per­fi­ce delle terre emerse… E neppur allora si trattò di un fatto oc­ca­sio­na­le; ma almeno era be­ne­fico.
Due passi, dal link citato, ipotesi di ri­cer­ca astrofisica for­mu­la­ta assai prima di questo articolo, non finalizzata, sol­le­va­no già da soli im­pel­len­ti riflessioni, perciò li traduco.

Venus, Pyramids and Earth's Resonant Frequency

“Saranno stati controllati o at­tu­ti­ti i cam­bia­men­ti ge­o­gra­fi­ci sulla Ter­ra dalla pre­sen­za della Gran­de Pi­ra­mi­de in Egitto e di una se­con­da strut­tu­ra mas­sic­cia, co­stru­i­ta in un altro pun­to di cru­cia­le lon­gi­tu­di­ne­-la­ti­tu­di­ne e fun­zio­na­le sulla Terra? I geologi sanno che le co­or­di­na­te pre­ci­se della Grande Piramide rap­pre­sen­tano un pun­to car­di­ne per tutti i con­ti­nen­ti della Terra.
Avranno due strutture pi­ra­mi­da­li in punti critici d´in­ter­se­zio­ne lon­gi­tu­di­ne latitudine sulla Terra fun­zio­na­to come giunti car­da­ni­ci per sta­bi­liz­za­re la Fre­quen­za di ri­so­nan­za Ter­re­stre e le fre­quen­ze ar­mo­ni­che cor­relate?

La longitudine e latitudine delle due piramidi (o una piramide, la piramide di Giza, ed una cupola o un obelisco) per con­tro­bi­lan­cia­re la Terra al­lor­ché il si­ste­ma solare è stato sbi­lan­cia­to dal­l´e­spul­sio­ne di quella Luna (rif. a Venere espulsa da Giove o Saturno - cfr. link sopra), sono state de­ter­mi­na­te da im­por­tan­ti eventi ge­o­lo­gi­ci già in essere sulla Terra e molto pro­ba­bil­mente dalla tra­iet­to­ria del­la Luna con­trap­posta”.
Ma per farsi un´idea più semplice ed ap­prez­za­bi­le - anche senza tirare in ballo la pi­ra­mi­de di cui non sappiamo abbastanza - basterà vi­sua­liz­za­re l´effetto di un sas­so­li­no gettato nel bel mezzo di un ma­ce­ro con ac­que tranquille (solo perché si nota meglio).
Per un approfondimento, quanto meno au­spi­ca­bi­le, le co­or­di­na­te di Dozulé o­scil­la­no con sufficente precisione (igno­ran­do il pun­to esatto previsto) a Longitudine e 49°19 (probab. 50° per l´occasione) di La­ti­tudine.

“A determinare le fasi di Frequenza di ri­so­nan­za della Terra hanno provveduto le sue facciate, che sono leggermente rien­tran­ti.” Sono cose poco conosciute, ma che hanno a che fare con la vita sulla terra. (clic e vai alla fonte)
Che nes­su­na di tante cro­ci vi­si­bi­li in un cam­pio­na­rio di foto mo­stri mi­su­re pro­por­zio­na­te a det­te spe­ci­fi­che, è ve­ro­si­mi­le se ven­go­no ri­pre­se do­po es­se­re sta­te pian­ta­te nel ter­re­no; ma que­sta in fase di posa non lo è af­fat­to, ed anzi mo­stra al pie­de un più am­pio ba­sa­men­to, come se una strut­tu­ra fis­sa­ta con dei bulloni al­la base in piano po­tes­se reg­ge­re alla sol­le­ci­ta­zio­ne degli a­gen­ti at­mo­sfe­ri­ci… Oltre alla pa­le­se in­con­gru­en­za, la lunghezza della croce in aria do­vreb­be essere esat­ta­men­te sei volte quel­la del braccio oriz­zon­ta­le: per tener con­to della pro­spet­ti­va di ri­pre­sa, basta fare ri­fe­ri­men­to al doppio della lun­ghez­za vi­si­bi­le del brac­cio ver­ti­ca­le su­pe­rio­re, giacché la croce nel­l´im­ma­gi­ne do­vreb­be essere alta sei vol­te quella misura, mentre non è che tre volte e 1/2 (sfiora con il mouse per un aiuto).
Che cosa si cerca di dissimulare? Se non basta, insiste a falsare ogni con­trol­lo nu­me­ri­co quella di riferimento, ela­bo­ra­ta ap­po­si­ta­men­te e presentata nel sito con un titolo atto ad evi­den­zia­rne la ma­gni­tu­di­ne “glo­rio­sa”:
LA CROCE G… PA­RA­GO­NATA 
AD ALTRI EDIFICI MODERNI
 ”
“Questo montaggio è stato realizzato per mo­stra­re le proporzioni che la Croce Gloriosa di Dozulé, alta 738 metri x 123 avrebbe rispetto alle altre costruzioni mondiali esistenti.”
Resta da aggiungere: e falsificato!

Più che montaggio, il termine ap­pro­pria­to sa­reb­be “montatura”.
Le sue misure rap­por­ta­te al­le im­ma­gi­ni de­gli edifici scel­ti ad hoc - in specie alla Tour Eif­fel, che più si pre­sta - non cor­ri­spon­dono af­fat­to: sfiorandola con il mo­u­se ap­pa­ri­ran­no quel­le reali: del trac­cia­to ver­de fuori tut­to, o quella trac­cia­ta in ros­so con un in­ter­ra­men­to in i­po­te­si di 1/4 ca. del­l´al­tez­za. Sospesa sul lato de­stro invece (clic) la stessa croce cen­tra­le in ne­ro, ridotta alla lar­ghez­za di quelle pro­por­zio­nate alla Tour Eif­fel in fig., mostra un´al­tez­za di gran lun­ga in­fe­rio­re persino alla parte visibile di quel­la già interrata, con una parvenza che convincerà i credenti, ma che non è ve­ri­tie­ra. In pratica, le croci ri­chie­ste so­no ben lon­ta­ne e dif­fe­ren­ti dal­la vista pro­po­sta da questa ed ogni altra effigie pur ap­pros­si­mative, che de­fi­ni­re as­so­lu­ta­men­te in­gan­ne­vo­li non ba­ste­reb­be. Poiché è la mo­ti­va­zio­ne di questi trucchi che ci in­te­res­sa: far pen­sa­re al croce di Gesù, mentre si tratta di ben altro!

Benché ovviamente lo si possa ritenere di se­cond´ordine, lo stile dozzinale si [s]qua­li­fi­ca da solo, come al­tri sban­die­ra­ti mi­ra­co­li; ma i dettagli attestano, al di sopra di tutto, che qual­sia­si idea di Dio, tran­ne semmai quel­la au­to­coniata di “un Dio ge­lo­so”, nulla può aver da spar­ti­re con siffatti espe­dien­ti per ir­re­ti­re fedeli. A meno che si tratti dell´idea di Dio che la gente vuole… In prima istanza meno cru­en­to delle violenze etniche dei se­co­li passati, vien da ram­men­ta­re che “il lu­po perde il pelo ma non il vizio”; co­mun­que sia, al di là degli effetti spe­cia­li ri­ma­ne il pericolo sotteso.

Oltre che nelle misure in metri, il valore as­so­lu­to 6 è la co­stan­te nel rap­por­to tra le lun­ghez­ze dei due bracci.
Per venire al punto, allorché la croce GLO­RIO­SA verrà in­se­diata come po­sta­zio­ne centrale ri­ce­ven­te-trasmittente … tutte queste vere e proprie antenne - che nulla hanno in co­mu­ne con la cro­ci­fis­sio­ne, come di­mo­stra­no le [s]pro­por­zio­ni - e, notare bene: con bracci di­spo­sti da Est a Ovest di m.1,23 cia­scu­no, come richiesto da Gesù (sic ! tanta la sfron­ta­tez­za, tanta la credulità), le croci colorate d'az­zur­ro e bianco e rivestite di po­li­car­bo­na­to bian­co per ren­der­le flu­o­re­scen­ti di notte, se­con­do le istruzioni della veggente fran­cese, nel loro in­sie­me po­tran­no rivelarsi più ef­fi­centi e con­di­zio­nanti delle antenne H.A.A.R.P.; e già di queste quanti si av­ve­do­no? eppure in certa misura è ab­ba­stan­za noto di cosa sono capaci!
In questo caso l´ambizione è ancora più spinta, ed il livello vi­bra­to­rio è più sottile non­ché inesplorabile con i mezzi con­ven­zio­nali. Il che com­por­ta che molto pro­ba­bil­mente que­sto post potrebbe ser­vi­re solo a te­sti­mo­nian­za… quando sarà troppo tardi.

Se invece questo ulteriore approccio alla Ri­ve­la­zio­ne non fosse per­ti­nen­te quanto il primo, rimane co­mun­que aperto un fe­no­me­no in corso, i cui estremi e le im­pli­ca­zio­ni so­no a dir poco pre­oc­cu­pan­ti; po­i­ché nulla sorge dal nulla, ed i ma­ni­fe­sti che lo pro­muovono e sol­le­ci­ta­no con solenni minacce urbi et orbi non dicono affatto la verità, ma tra­sci­na­no l´uo­mo verso qualcosa di sub­do­lo e pertanto insidio­so.

Gran parte dei simboli espressi trovano ri­scon­tro nelle parole di Giovanni e, an­che quan­do riferissero eventi di­ver­si - alcuni dei quali non ancora maturi - lasciano aperti dei punti interrogativi macroscopici, ai quali sa­rà bene dare risposta con le scelte ap­pro­pria­te: perché sempre di questo si tratta.
Mi auguro che il concetto sia ben chia­ro, ad evitare con­te­sta­zio­ni non di rado basate su una lettura di­sat­tenta.
Ad ogni buon conto, quanto è rap­pre­sen­ta­to in questa pagina - co­mun­que lo si voglia inquadrare - È AN­TI­CRI­STO!
Ignorare o sottovalutare chi si presenta - ed agisce - nel nome di Dio è stato già un du­pli­ce gra­vis­si­mo errore dal pas­sa­to ad oggi: - e per aver mandato a morte Colui che di­ce­va il vero; - e per aver propugnato un fal­so Dio e continuare a farlo; e que­sti sono i soli dati di fatto certi. Le con­se­guen­ze stia­mo per ri­af­fron­tarle pro­prio ora; e a cia­scu­no le sue scelte.


Sarà bene a questo punto avere con­tez­za che pro­prio tale prima frequenza tra­di­sce il nostro legame di viventi con quel­la base di carbonio che stia­mo in­da­gan­do, e cioè con la dominante tellurica e l´elet­tro­ma­gne­ti­smo che ci im­pri­gio­na.
Se per suo tramite è quindi pos­si­bi­le por­re in atto nuove e per­ni­cio­se forme scien­ti­fi­che di con­di­zio­na­men­to, di sot­to­mis­sio­ne e di­spe­ra­zio­ne, all´uomo sarà ne­ces­sa­rio ri­cor­re­re ad altri “toni” per po­ter­ne superare lo stesso li­mi­te na­tu­ra­le imposto.

Quali che siano i rimedi strumentali pro­po­sti o proponibili, non posso che ri­man­da­re al contenuto vero delle 9 LET­TE­RE DI CRISTO, in cui non solo tutto que­sto è con­tem­pla­to, spie­ga­to e po­ten­zial­men­te risolvibile nel fu­tu­ro, ma senza le quali no­zio­ni si ri­ca­dreb­be nel­la spirale del circuito razionale-spe­cu­la­ti­vo che trop­pi danni ha già seminato.

Chi è destinato a riconoscere il mes­sag­gio, mantenga pre­sen­te che CRISTO già pre­ve­de il principio di necessità di una se­le­zio­ne; e non LO si riconoscerà tra co­lo­ro che mie­to­no pro­se­li­ti ed adesioni a tutto spiano, non esclusa qualche for­ma di pa­ga­men­to o di ven­di­ta, ma solo in un sentire ap­par­ta­to ed interiormente elevato, forse so­li­ta­rio ma sem­pre di rac­co­gli­men­to sen­za e­si­bi­zio­ne. In altre parole non sa­ran­no la moltitudine e le ovazioni ad accreditarlo per vero, ma forse più il contrario; né - per i tempi che corrono - po­treb­be essere di­ver­sa­men­te. La Luce che ri­schia­ra la ca­ver­na terrena filtra at­tra­ver­so uno spiraglio sottile e, per co­min­cia­re, bisogna farsela ba­sta­re; ser­vi­ran­no anche le can­de­le, ma non potran­no mai so­sti­tuirla.

La nemesi

-gram- sostantivo femminile
-testo- Personificazione della giustizia, in quanto garante di misura e di equilibrio spec. politico-sociale, e come tale divinizzata nel­l'an­ti­chi­tà classica; modernamente intesa co­me fatale punitrice del­la tirannide e del­l'egocentrismo attraverso le alterne vicende della storia (n. storica); com., vendetta.
-etim- Dal greco Némesis, nome della dea della giustizia, derivato di némo `distribuire'.
(c)1990, Casa Ed. F. Le Monnier S.p.A., Firenze
La vendetta è concetto tipico dell´ego u­ma­no, co­me lo è l´ira: non esiste ira di DIO, né ira presso DIO, per come si cer­ca di pro­pi­nar­la in una vi­sio­ne u­ma­nizzata ad hoc e cioè ven­di­ca­ti­va, ma solo il com­pi­men­to di Leg­gi del­la Cre­a­zio­ne - ad essa Cre­a­zio­ne in­trin­se­che - ba­sa­te e ga­ranti del più as­so­lu­to e­qui­li­brio e dell´ar­mo­nia to­ta­le e de­fi­ni­ti­va.
In tale sen­so, ira è da in­ten­der­si la re­a­zio­ne [u­gua­le e con­tra­ria] di un e­qui­li­brio trop­po a lun­go ed am­pia­men­te o pro­fon­da­men­te com­pres­so e vio­la­to. Rie­sci ad im­ma­gi­na­re un´e­spres­sio­ne di "ira" al­tret­tan­to for­te quan­to quel­la de­ri­van­te da un'e­splo­sio­ne nu­cle­a­re?

Un concetto, quello stesso di DIO, invero inar­ri­va­bi­le, incontenibile ed i­ne­spli­ca­bi­le in qual­si­vo­glia area del pen­sie­ro u­ma­no, no­no­stan­te i binari, ma­te­ria­lizzati da tutte le chie­se e dai loro concilii.
Non sostituibile da alcuna forma di im­ma­gi­na­zio­ne più o meno per­so­na­li­stica (non di rado morbosa); ma av­vi­ci­na­bi­le soltanto at­tra­ver­so la per­ce­zio­ne se­re­na e pro­fon­da del­le sue molteplici ma­ni­fe­sta­zio­ni nel­l´am­bi­to della Cre­a­zio­ne, di cui siamo parti o­pe­ran­ti; o nel contatto spi­ri­tua­le più e­le­va­to, dai pochi che ne hanno conseguito (nei se­co­li) la pos­si­bi­li­tà, secondo le [n]or­me in­di­ca­te dalla “coscienza di Cristo”, che ognu­no è destinato a realizzare co­mun­que lo si chia­mi, al di sopra di qua­lun­que razza o ci­vil­tà, terrestre o meno che sia.

Una percezione che non richiede, anzi e­sclu­de qualunque forma di in­dot­tri­na­men­to, in­tel­let­tua­li­sti­co e non sostitutivo ma anzi ne­gatòrio della natura superiore in­di­pen­den­te ed uni­ver­sa­le dello spi­ri­to; e che per lo più è volto a mo­no­po­liz­za­re per poter con­di­zio­na­re ed im­pri­gio­na­re e sot­to­met­tere…

Fintanto che le concezione della divinità è ristretta e mantenuta nella sfera e­mo­zio­na­le dell´ego, la sua percezione sot­to­stà al colore locale di lingua e cultura, focalizzata più o meno cor­ret­ta­mente nel­la religiosità istituita dalla Guida che la storia ha as­se­gna­to a determinata razza. Così, acquista per­si­no un senso pas­sa­re da una religione all´altra, come se si potesse scegliere di cambiar Dio al pari della propria abitazione!
Ma, non appena si accede in modalità e­le­va­ta al contatto, all´e­spe­rien­za di­ret­ta della Forza o Intento, anima della vita nel co­smo, diviene chiaro che la sua Fonte non può essere che UNA per tutti, al di là di qualsiasi distinzione e de­no­mi­na­zio­ne, e che anzi non Le/Gli si può attribuire alcun NOME, co­lo­re o icona, de­sti­na­ti tutt´al più ai Maestri in­car­natisi per in­dicarci la Via.

Nel migliore dei casi (ossia in assenza di vo­lon­tà do­mi­nan­te), è solo la mancata co­[no]­scen­za diretta dei piani su­pe­rio­ri che fa scattare la molla sostitutiva  della dottrina fon­da­ta sull´esegesi (benché le scritture ven­ga­no con­te­state, a qual­co­sa bisognava attaccarsi), spesso scon­fi­nan­te in pre­sun­ta o falsa escatologia. Dalla serie sterminata e con­trad­dit­toria di avo­ca­zio­ni esclusive e re­go­la­men­ta­zio­ni pre­sta­bi­li­te da una casta, de­ri­va l´ub­bi­dien­za dell´uomo al­l´uo­mo (che ne trae vantaggio), non la maggior per­ce­zio­ne di DIO, ovun­que Esso si collochi.
e se non bastasse…
andate a scorrere, se avete tempo e voglia, la vera storia documentata dei Testimoni di Geova, per scoprire come han­no alterato le scritture - oltre ad una telenovela di #fini­del­mondo pre­vi­ste a vuoto - per far qua­dra­re i loro con­ti di cas­sa per più di un secolo (e quanto hanno quadrato!); e come con­dan­nano la vita di chi tra loro capisce o an­che solo dubita e se ne discosta: vera ma­fia in nome di Dio, basata sul più tor­bi­do e­go­cen­tri­smo, quale esempio pa­ral­le­lo al gran­de abu­so della Chiesa nella storia.
Il Dr. J.R. Mantey eminente esperto di Greco, definisce la loro Bibbia una
"traduzione scandalosa… in­gan­ne­vo­le, distorta in molti pas­si che par­la­no della di­vi­ni­tà di Cristo; ob­so­le­ta e scor­ret­ta"
tanto per at­te­nerci al con­fi­ne della lin­gua.
Eppure vige la credulità di chi spera an­co­ra di rimanere in carne e ossa in eter­no, ri­nun­cian­do così alla sola pos­si­bi­li­tà che ha, di scoprire la propria reale eter­ni­tà (senza mai in­ter­ro­gar­si sulla sorte dei bambini, se e perché e fin quando do­vreb­be­ro crescere, ma non in­vec­chia­re; o dove andranno tutti quei morti, re­su­sci­tati per sem­pre; in­som­ma, se mai vi fosse qualche con­tro­in­di­ca­zio­ne…).

Cambia l´orchestra, ma la partitura è la solita, al punto da lasciar intravvedere una nuova alleanza (che l´unione faccia la for­za? certo, del NWO che non può com­bat­ter­li tutti; e d´altra parte il di­ret­ti­vo della ‘Torre Di Guardia’ sa che con­ta­re su questa fi­nedelmondo, se arriva, non sarà di sicuro la loro carta vin­cen­te). Così, eccoli novelli pa­la­di­ni (dovrei dire mercenari, dato che il NWO non è roba loro), già spe­cia­liz­zati nel­la mol­to redditizia ed implacabile tecnica di ven­di­ta por­ta-a-porta, anzi e­man­ci­pa­ti al vo­lan­ti­nag­gio: cosa non si farebbe per la sal­vez­za del prossimo!

e questo è il resto del volantino (clic <+>):

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
Ciò che accade ed accadrà - Cristo lo spiega abbondantemente nelle 9 LET­TE­RE - è il ri­sul­ta­to di ciò che è stato fatto e voluto per una o più vite, per secoli e millenni, ogni cosa secondo l´ap­pro­pria­ta cadenza sta­gio­na­le di semina e rac­col­to; con una ritmica e una prospettiva tem­po­ra­le differenziate per gravità ed e­sten­sio­ne degli effetti, e di cui il Giu­di­zio è com­po­nen­te im­pli­ci­ta fin dall´atto stes­so delle fon­da­men­ta del mondo. Non v´è alcun bisogno che DIO in­ter­ven­ga nelle no­stre miserie terrene, se non per ali­men­ta­re di continuo con il suo amore in­ces­san­te la for­na­ce della nostra re­si­sten­za al ri­suc­chio della per­dizione.
Se così non fosse, probabilmente sa­rem­mo già polvere che tale ri­mane.
La legge dell´esistenza provvede da so­la, im­pla­ca­bi­le garante del nostro stesso ar­bi­trio nelle scelte e nelle azioni. Chia­ma­to an­che destino o karma, è se pre­fe­ri­sci, il ri­sul­ta­to perfetto di equazioni come le sole vie percorribili per la ri­sa­li­ta, anche la più ar­dua, ma irrinunciabile ed inevitabile, verso la sola vera libertà che risiede nella per­fe­zio­ne originaria.
Queste riflessioni sono conseguenti al­l´in­ter­pre­ta­zio­ne dei con­te­nu­ti delle 9 LETTERE dettate da CRISTO e presentate ed offerte in questo sito.

E io udii, ma non compresi; e dissi:
"Signor mio, qual sarà la fine di tali cose?"
[9] Ed egli rispose: "Va’, Daniele; poiché queste parole sono nascoste e sigillate sino al tempo della fine.
[10] Molti saranno purificati, candeggiati, affinati; ma gli empi agiranno empiamente, e nessuno degli empi capirà, tuttavia capiranno i savi.
Daniele 12:8-9